martedì 8 settembre 2009

Quello Che Pensiamo: - 2

“Io ho scelto voi”

E’ una frase scomoda apparentemente. Quasi da rigettare. Ci verrebbe da contestarla e dire che siamo noi a scegliere. Siamo noi a scegliere cosa fare, dove andare, a cosa giocare, quanto studiare, che amici frequentare, cosa fare del tempo. C’è una verità anche in questa affermazione, ma capiamo che non possiamo fermarci a questa superficiale considerazione. C’è qualcosa di più sottile,di più profondo sotto.

Abbiamo colto due particolarità (tenendo presente che sono parole che Gesù pronuncia nei confronti degli apostoli) che mettono in risalto questa frase e su cui vogliamo interrogarci e pensare:

1) Che se siamo scelti, è perché siamo voluti bene, è perché c’è qualcuno in noi che vede una bellezza unica.

E il “voi” ci dà la consapevolezza che tutti noi abbiamo una bellezza oggettiva e personale.

2) Che se siamo scelti, è perché abbiamo in una qualche maniera una missione, una chiamata, un servizio a cui siamo portati e che ci dà la possibilità di mettere a frutto la nostra bellezza, per arrivare ad una bellezza ancora più grande.

In questi anni di servizio per la Festa dei Giovani, come commissione, abbiamo sentito forte e strettamente correlato questo binomio bellezza/servizio e vogliamo condividerlo con voi affinché possa essere motivo di gioia e di scelta per molti.

“Gv 15, 12- 17”

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Siamo durante l’ultima cena, uno dei momenti di amicizia e di amore più alti di Gesù con gli apostoli.

Lascia loro un comandamento, che ripete per ben due volte. Come se quel comandamento, fosse la cosa più preziosa, la chiave per qualcosa di stupendo. E, come in altre occasioni, Gesù parla con autorità, quasi ad obbligare gli apostoli. Questo per dare importanza a quello che sta per dire. E’ una verità imprescindibile quella che sta dicendo. Se si vuole essere suoi amici, c’è quel modo o niente altro.

Non c’è via di scampo. Potrebbe sembrare una grossa restrizione di libertà agli apostoli, quasi una violenza.

In realtà ci fa capire una cosa fondamentale: la bellezza con la B maiuscola c’è ed è una. Il Signore ci sceglie per questa bellezza ed ognuno di noi ha un modo di esprimerla. Rimane una certezza imprescindibile:

la bellezza è una, è oggettiva, si chiama amicizia con Gesù, si chiama amore gli uni per gli altri.

Tracce per la riflessione

1) La bellezza

Il Signore ci sceglie. Perché ci viene da chiederci?

Perché una persona sceglie un’altra persona con cui stare insieme? Perché un allenatore sceglie di mettere in campo determinati giocatori? Perché i delegati scelgono alcuni ragazzi per determinati compiti?

Tutte queste scelte derivano da una verità che è insita in ogni uomo, cioè che ogni uomo ha del bello dentro di sé, ha determinati doni, determinati carismi. Ogni uomo ha delle bellezze dentro di sé.

Non sempre è facile vederle. A volte ci sembra che alcuni amici non contino niente perché sono, come li chiamiamo noi, degli “sfortunati”, o amici che reputiamo scomodi o inutili perché sono di intralcio per ciò che facciamo noi e per come la pensiamo noi.

Ebbene, questi forse non hanno bellezze dentro di sé?

O forse io vedo il bello negli altri in relazione a come lo vedo secondo le mie idee?

Cioè, è bello solo ciò che ritengo bello io, o ciò che in generale è ritenuto bello in generale, o può essere bello anche qualcosa che è lontano dal mio modo di pensare e dal mio modo di vedere le cose?

Il fatto è che ognuno di noi ha qualcosa di bello dentro di sé, ed è chiamato a vederlo.

A volte ci sembra che certe persone non abbiano proprio niente di bello, oppure per non notarlo, ingigantiamo i suoi difetti.

Gesù parla di “VOI”. C’è un motivo preciso. Siamo chiamati insieme. Siamo chiamati ad aiutarci a scoprire le bellezze che i nostri amici hanno. Ma perché ci chiediamo? Spesso ci viene da disinteressarci dagli amici, come se fosse un problema dell’altro, come se io non avessi già abbastanza problemi.

Ma posso io disinteressarmi dell’amico che ho vicino? O forse sono stato messo vicino a certa gente perché in un qualche modo possiamo aiutarci? Possiamo far finta che chi ci è di fianco non ci interessi per niente?

Si, possiamo. Ma stiamo attenti. Il Signore non ci chiede questo. In un certo senso non ci fidiamo di Cristo.

E come professarci cristiani se non ci crediamo? Come disinteressarci delle persone che abbiamo vicino se Gesù ci dice che siamo insieme per aiutarci a scoprire le bellezze che sono in noi e aiutarci a farle fruttare per vivere in una vita piena di bellezza che neanche immaginiamo?

Forse non è meglio pensarci due volte prima di etichettare, prima di escludere, prima di emarginare, prima di giudicare le persone con cui viviamo e che ogni giorno incontriamo?

Non potremmo, addirittura, attraverso i nostri comportamenti negativi negare la possibilità ad una persona di maturare e crescere? O meglio frenare la sua strada verso cui è chiamato?

2) Il servizio

Perché passare dalla bellezza al servizio?

Abbiamo detto che ognuno di noi ha dentro di sé delle bellezze, dei doni.

Bene, ognuno di noi è chiamato a dare una risposta di fronte a tali doni.

Può ignorarli, far finta di non vederli, può usarli per la sua comodità, può usarli per qualsiasi cosa.

Per noi la risposta più bella a questi doni è il servizio.

Servizio che può manifestarsi in mille modi: essere delegato, essere giocatore, essere allenatore, essere studente, essere educatore, essere amico, essere figlio… Sono tutte espressioni del bello che c’è in noi.

Espressioni che valorizzano nel momento che sono messe a servizio, sono condivise, sono vissute insieme ai nostri amici, alle persone che abbiamo vicino.

E’ come se unisci le bellezze di ognuno, per metterle insieme e formare quindi una bellezza ancora più grande. Per noi questo è servizio. E’ relazione con gli altri, è aiutarci insieme per far crescere i doni, i carismi di ognuno, per vivere una bellezze ancora più grande, che è quella di cui ci parla Gesù nel Vangelo di sopra.

E’ importante secondo noi chiedersi come usiamo le qualità che abbiamo. E’ importante perché è un’occasione per vivere una vita che tende alla perfezione, alle cose migliori, alle cose più belle. E ciò rende desiderabile una vita così, rende desiderabile la co-creazione con Dio di un paradiso in terra.

E’ Giovanni Paolo II che ci dice che siamo chiamati ad essere co-creatori, artefici di un capolavoro che può essere la nostra vita. Continua Giovanni Paolo II: la bellezza è espressione visibile del bene.

Ecco allora che la nostra vocazione è una chiamata al bello, la nostra vocazione è servizio al bello per il bello.

Nel nostro cercare di spenderci per la Festa dei Giovani abbiamo sperimentato questa ebbrezza dell’essere e lavorare insieme per un unico scopo. L’augurio è che ognuno, insieme agli amici, possa trovare l’espressione di bellezza che gli si addice di più, quella che il Signore in un qual modo ha pensato per ognuno di noi. E’ sicuramente una fatica. Ma sulla bilancia abbiamo due oggetti e noi abbiamo la possibilità di scegliere dove sbilanciare il peso: o dalla parte di una vita capolavoro con gli amici in continua ricerca o dalla parte di una vita mediocre che si accontenta. Dipende tutto da cosa abbiamo intenzione di fare e dove mettere il peso.

Provocazioni, spunti, riflessioni varie

- Cosa è la bellezza? Se la bellezza è realmente una e abbiamo mille modi per esprimerla attraverso la nostra persona cosa è quella che noi spesso diciamo essere bellezza? Non è forse un gusto, un parere o un piacere personale? Cosa è per te la bellezza? Ce ne è davvero una oggettiva?

- Perché davanti ad un servizio facciamo fatica ad accoglierlo? Quali sono i motivi? Pigrizia? Paura che non porti a niente? Non voler mettersi in gioco e fare fatica? Sono motivi validi se in ballo c’è davvero il meglio per me e i miei amici?

- Siamo convinti che un servizio parte da un desiderio, da un nostro gusto, da un interessamento, da un sentirsi portati. E siamo convinti che se non si fa esperienza di un servizio non se ne può gustare la bellezza. L’invito che facciamo è: provaci! Provateci insieme!

Commissione Festa dei Giovani

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